Monthly archives: March 2012

Chi soffre di malattia celiaca può prendere i farmaci omeopatici?

Certamente sì! Sia i granuli e globuli, fatti di zucchero (saccarosio o lattosio) sia le gocce alcoliche.

Alcune ditte producono granuli senza glutine né lattoso (SGL)

L’alcol delle TM e dei preparati in gocce può derivare da barbabietola o da grano biologico. Le varie case farmaceutiche certificano l’assenza di glutine nei loro prodotti finali (cioè, globuli, granuli, gocce) anche quando nelle varie fasi di preparazione del farmaco, utilizzano bioalcol da fermentazione di grano biologico. (vedere il granulo n. 2, pag. 1, autunno 2006).

Il glutine può essere presente se le materie prime da cui si preparano i prodotti omeopatici ne contengono all’origine: nelle tinture madri a basse diluizioni fino alla D3 di Triticum, Secale cereale, Avena sativa, Fagopyrum, Hordeum, Glutein, Cereales germèes.

NB – I farmaci convenzionali si considerano sicuri anche se contenenti amido di frumento poiché si valuta che la quantità di gliadina presente (0,156 mg per 1 grammo di farmaco) è inferiore di molto a quella eventualmente assunta con prodotti dietoterapeutici.

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Si può usare l’omeopatia in gravidanza o quando si allatta?

Sì.

L’Omeopatia potrebbe essere la terapia di scelta in molte condizioni cliniche in gravidanza, sempre sotto la guida di un medico esperto.

Infatti, l’uso di dosi ultrainfinitesimali, la mancanza di effetti e di tossicità per la madre e per il feto ne potrebbero consigliare l’uso in prima istanza in condizioni quali: nausea e vomito gravidico, emorroidi, stitichezza o diarrea, mal di denti, cefalea, mal di schiena, allergie, infezioni virali delle alte vie respiratorie, cistiti, varici degli arti inferiori, traumi minori, disturbi del sonno, disturbi psichici e dell’emotività (depressione pre e post-partum, paura del parto, conseguenze di spavento, dispiaceri, lutto, ecc;) induzione del parto; mastite, mastopatia, ragadi capezzolo, carenza di latte, slattamento.

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Come si deve conservare correttamente un farmaco omeopatico?

Il medicinale omeopatico va preservato da fattori fisici e chimici che possono alterarlo. Non deve essere esposto a temperature alte: azione diretta del sole, lasciato sul sedile della macchina per molte ore in pieno agosto, per esempio.

Non deve essere conservato insieme a sostanze dall’odore forte, pungente, penetrante: canfora, naftalina, detersivi, profumi, cosmetici, sostanze chimiche (disinfettanti, farmaci, derivati del petrolio ecc.)

Soprattutto, al giorno d’oggi, non va esposto a campi elettromagnetici: telefoni mobili; TV, computer, forni a micro-onde. Quindi, le signore non dovrebbero metterlo nella borsa insieme al cellulare acceso; i signori nella tasca della giacca insieme al cellulare; né andrebbe lasciato sul micro-onde in funzione. Tenetelo sempre almeno a due metri di distanza da TV, computer ecc.

Una scatola di metallo (tipo quelle dei biscotti) o gli appositi contenitori per farmaci omeopatici (si trovano un po’ ovunque in commercio), tenuta in un cassetto o in un armadio (senza anti-tarli vari) è più che sufficiente.

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Come somministrare il medicinale omeopatico a un lattante?

Nel neonato e nel lattante: in genere, si prepara una soluzione sciogliendo, secondo la prescrizione del medico, tot numeri di granuli in acqua liscia adatta ai lattanti, se ne può versare un dito in un bicchiere, immergervi il ciuccio e gettare la soluzione. A ogni successiva somministrazione si ripete l’operazione.

Oppure, si possono sciogliere i granuli stabiliti in poca acqua nel biberon e dare la soluzione, senza scaldarla! Lavare il biberon con acqua calda prima di qualsiasi altro successivo uso.

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Consigli per la somministrazione del rimedio omeopatico

E’ buona norma prendere il medicinale omeopatico a bocca pulita = evitare di assumere sostanze dal sapore forte e dotate di azione farmacologica almeno un’ora prima e dopo il medicinale omeopatico.

Rientrano nel gruppo delle sostanze da evitare: caffè, tabacco, tè, camomilla, vino, birra, amari, superalcolici. Tisane. Menta, mentolo, eucaliptolo: dentifrici, caramelle chewing-gum. Aglio, cipolla, aceto, spezie (noce moscata, chiodo di garofano, pepe, peperoncino, cardamomo, cannella ecc).

La canfora è il più potente antidoto al medicinale omeopatico.

Osservare distanza anche dall’eventuale somministrazione di farmaci convenzionali: consultare il proprio medico curante.

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Come si somministrano i farmaci omeopatici?

Si presentano come granuli e globuli (palline zuccherate di dimensioni diverse: i globuli sono molto più piccoli) o gocce. Si prendono per bocca, lasciando sciogliere i globuli o granuli in bocca, possibilmente sotto la lingua.

Nel caso di gocce si possono versare direttamente sulla lingua, o sciogliere in poca acqua – meglio se liscia e oligominerale: la dose liquida va trattenuta in bocca per 10-15 secondi prima di ingoiare.

Per quanto riguarda la quantità = quanti globuli, quanti granuli, quante gocce, quanta acqua e per quanto riguarda la ripetizione della dose bisogna attenersi a ciò che prescrive il medico curante.

I globuli-granuli non vanno toccati con le dita: se cadono, buttarli.

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Allora l’efficacia dei farmaci omeopatici è solo placebo, suggestione?

Questa è la falsità più amata dagli avversari dell’omeopatia. Anche perché fa facilmente presa sui poco informati.

Innanzitutto, placebo significa che è solo questione di suggestione, di auto-convincimento che una certa terapia mi farà del bene. Sotto questo aspetto, una quota di placebo è presente in qualsiasi forma di terapia. Sapevate, che secondo molti studi clinici, gli effetti positivi degli psicofarmaci sarebbero dovuti principalmente a effetto placebo?

Torniamo all’omeopatia. È immaginabile un effetto placebo in neonati? Si può rispondere di sì, ma è abbastanza forzata come risposta. I neonati sono curati omeopaticamente con buoni risultati.

È possibile un effetto placebo che, per patologie croniche, duri per anni e decenni? Un po’ tosto rispondere di sì

È possibile un effetto placebo in animali curati omeopaticamente? Per i mammiferi – cani, gatti, mucche … elefanti – l’efficacia dell’omeopatia è spiegata solo come placebo. Bene, ma allora bisogna essere logicamente sequenziali e ammettere che un animale abbia piena consapevolezza che non solo il suo proprietario lo sta curando ma anche che l’acqua della ciotola contiene granuli disciolti e che debba conoscere che cos’è un farmaco e che cos’è l’omeopatia. Delle due l’una: o è una bufala – restando in argomento – che l’omeopatia è placebo oppure dobbiamo ammettere conoscenze culturali negli animali che devono spingerci a un maggior rispetto nei loro confronti.

È possibile effetto placebo nei pesciolini rossi, nei polli di batteria ecc ecc. Qualche critico ha avuto la sfrontatezza di dire di sì!!!

È possibile effetto placebo in piante trattate omeopaticamente? La vedo dura rispondere di sì

È possibile un effetto placebo su cellule in terreni di coltura trattate con farmaci omeopaticamente? La vedo durissima rispondere di sì

Dottore ho febbre e mal di gola da tre giorni. Da me ho preso Belladonna, che lei mi aveva dato tre mesi fa, ma stavolta non ha funzionato.” Per forza, caro signore, lei stavolta non ha sintomi di Belladonna ma di Lycopodium: è questo che deve prendere. Questo accade molto spesso: i pazienti fanno da sé, convinti che un certo farmaco omeopatico serva per la febbre senza capire che un farmaco omeopatico agisce solo se i suoi sintomi sperimentali corrispondono a quelli del malato. Nell’esempio: se l’omeopatia è placebo, come ha funzionato la prima volta, avrebbe dovuto funzionare anche la seconda volta, invece è solo il farmaco giusto che fa guarire non quello dato a casaccio!

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